MONOLOGO
PARTIGIANO SULLA GRATUITA' Appunti per una storia della Gratuità
del ministero nella Chiesa
di don Luisito Bianchi.
l'Autore, attraverso
la sua ricerca nei 20 secoli di storia della
Chiesa e nella meditazione delle Sacre Scritture,
trova la continuità di Tradizione della
gratuità del ministero.
pubblicato nella collana dell' Abbazia
di Praglia
"Scritti Monastici Inter quaestiones"
da Il POLIGRAFO Casa Editrice di Padova
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libro all'Abbazia di Praglia
via dell'Abbazia di Praglia,16
35033 - Teolo (Padova)
fax 049.9999311
e.mail: abbazia@praglia.it
23 I. LA GRATUITÀ DEL MINISTERO
NEGLI APOSTOLI E IN SAN PAOLO
24 La «facoltà» dell'apostolo
25 Contenuto della «facoltà»
30 A . IL COMPORTAMENTO DI PIETRO
30 Simone Mago
31 La reazione di Pietro
32 Il Dono gratuito
37 L'ultima parola della rivelazione
38 Il triplice peccato di Simone
39 Lo sviamento
40 La conversione al Dono gratuito
41 B. IL COMPORTAMENTO DI PAOLO
43 Portata del contrasto fra Pietro e Paolo
44 L'argomentazione levitica a sostegno dell'exousía
46 Argomentazioni logiche
48 La scelta di Paolo
48 Sua giustificazione
51 Libertà e necessità nella scelta
52 Il misthós dell'exousía
53 C. PAOLO E IL LAVORO
53 Fonte normale di sostentamento per Barnaba e Paolo
56 Per i loro compagni
58 Lavoro continuativo
61 Luogo di lavoro ed evangelizzazione
63 I diciotto mesi di Corinto
67 Le motivazioni del lavoro
75 II. LA GRATUITA NELLE PRIME GENERAZIONI
CRISTIANE
77 Le Lettere pastorali
84 La "Didaché"
89 Apocrifi
96 I Padri
106 Le regole monastiche
119 III. LA GRATUITÀ DEL MINISTERO
NEI CONCILI
151 IV. GRATUITÀ DEL MINISTERO
E RIFORMA DELLA CHIESA
156 A. I NUOVI ORDINI
157 I barnabiti
159 I teatini
166 I cappuccini
167 I gesuiti
169 «I servi dei puttini nella carità»
172 B. LA DISCUSSIONE DI BOLOGNA
175 Il primo abuso
177 Le due posizioni
184 I tre dubbi
189 La riformulazione del canone 1
191 C. IL POST-BOLOGNA
199 V. RIFLESSIONI CONCLUSIVE
199 A. GLOSSA IN MARGINE
222 B. POSTILLA AL TITOLO
227 Postfazione
249 Sigle bibliografiche
251 Indice dei nomi
PRESENTAZIONE Come e perché rispondere all'accusa
che un giorno del 1968 un compagno di fabbrica di
don Luisito Bianchi rivolge nei confronti della Chiesa
e del "commercio di Dio"? Mosso dall'onesto
e leale bisogno di mostrare che la Chiesa è,
nella sua profonda realtà, rimasta fedele all'originario
fondamento della gratuità nel ministero, e
partendo dalla constatazione che il filone di tale
gratuità non sempre è rimasto alla superficie
fino ad essere progressivamente ignorato, l'Autore,
nella sua ricerca attraverso i venti secoli di storia
della Chiesa e nella meditazione delle Sacre Scritture,
ha avuto la gioia di trovarne la continuità
di tradizione, alla maniera di un fiume carsico che
scompare e ricompare, per scomparire di nuovo anche
per lunghissimi tratti, come, ad esempio, dal Concilio
di Trento ai nostri giorni. La mancanza di visibilità
non è una negazione dell'esistente.
La sorgente che non secca mai è
il gratis accepistis, gratis date, che non viene affatto
annullato dal dignus est operarius cibo suo, come
si cerca di dimostrare in queste pagine.
All'inizio l'annuncio del Gratuito fu gratuito: l'usanza
rabbinica di sedersi alla mensa del discepolo fatta
propria da Pietro è della stessa purissima
lega del rifiuto di Paolo di avvalersene. Non ci fu
mai contraccambio; anche la "facoltà"
non era un diritto.
Tuttavia sarà proprio l'interpretazione
paolina della gratuità del ministero, intesa
nella sua radice etimologica, a prevalere, almeno
come tensione, nei primi secoli (Didaché, vangeli
e scritti apocrifi, Padri della chiesa, Regole monastiche,
ma anche sinodi e concili fino al Lateranense IV e
alla discussione del 1547 alla sessione bolognese
del Concilio di Trento).
C'è oggi ancora questa tensione? È ancora
valida la proposta di Paolo come esempio da imitare
nella sua "autarchia" perché l'Evangelo
non trovi "offendiculum" nella sua corsa?
E se sì, che fare?
Queste pagine vorrebbero dare qualche elemento per
una risposta credibile. Non sono dunque un atto di
accusa, bensì una riproposizione passionale,
certo, ma sempre coinvolgente e viva, della forza
liberante e portatrice di gioia della gratuità
del Gratuito.