Pubblicazioni
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L'Abbazia di Viboldone Monografia Banca Agricola
Milanese, Milano 1990
Sommario
Mauro Tagliabue
Valerio Catana
Giorgio Ricasso
Rosa Auletta Marrucai
Maria Luisa Gatti Perer
Marco Rossi
Gli Umiliati a Viboldone
I monaci benedettini di Monte Oliveto
Il ritorno della vita monastica
Il territorio e il complesso di Viboldone
Gli affreschi trecenteschi
Episodi figurativi fra Cinquecento e Seicento
Edizione esaurita
Signora di Silenzi e di marcite 1993, Associazione Amici
dell'Abbazia; pp. 64
27 acquarelli sull'Abbazia di Aldo Gasparini
con epigrafi poetiche a essi ispirate di Luisito Bianchi
"Mia abbazia, parole di pietra
tratte con acqua e fuoco dalla terra
per stemperare Parola svelata
che tutte assomma di misericordia"
un piccolo frammento tratto da un delicatissimo volume
"Signora di Silenzi e di marcite", del vasto
e originale mondo poetico di don Luisito Bianchi,
che nella Abbazia di Viboldone ha gettato il grande
seme della sua nobile intelligenza e il forte amore
del suo cuore, uniti insieme da una fede che, ogni
volta, si fa mistero e speranza.
In questo volume (…) spiccano
gli acquarelli di Aldo Gasparini.
Un volume che si fa amare, subito,
per la sua leggerezza e per la sua intensità
spirituale, per quei "silenzi incantati delle
pietre" qui appena definiti, per quelle "preghiere
in fessure di pietre / ancora calde di fuochi già
spenti" che accompagnano l'uomo errante alla
ricerca di qualche cosa, per quel "fuoco nascosto
nelle rosse pietre / come sotto la neve il pane atteso
/ mentre la luna ride al gelso adunco / raggi di rimandate
primavere" che sembra di rintracciare ad ogni
immagine…
E, infine, la "speranza affondi nella notte /
sui dormienti, o mia scolta vigilante": così,
tra "patti / di pace fra marcite scivolose /
e leggerezza di grazia", il canto raggiunge la
coscienza, gettando in tutti il desiderio di rinnovare
"l'atteso consenso / di suggere bellezza dalle
pietre", per dare, agli animi soli e stanchi,una
nuova "consolazione" (la parola magica che
esce da questi disegni di una sublime bellezza e da
questi versi, che raccolgono "espresse bellezze",
in tessuto di nobile dignità umana…)
(dalla recensione
di Angelo Rescagli su la Vita Cattolica del 28 luglio
1995)
Vicus Boldonis terra di marcite 1993, Associazione Amici
dell'Abbazia; pp. 102
35 poesie di Luisito Bianchi come guida spirituale
all'Abbazia,
47 grandi illustrazioni in bianco e nero
Poemetto in onore dell'Abbazia di Viboldone,
quasi una guida.
E' dedicato, in ogni sua stazione,
a dei morti che ebbero un particolare rapporto d'amore
con le rosse pietre dell'Abbazia. ("Ma i morti
non hanno più bisogno di guide. Adesso sanno
tutto da soli. Potrebbero essi stessi fare da guide,
e non solo per una visita all'Abbazia…",
commenta con straordinaria saggezza il poeta…).
Nella dimensione poi della Gratuità
(così, "anche le cose inutili potrebbero
acquistare sapore" e "fare memoria dei morti
sarebbe uscire dall'inutilità del ricordo per
entrare nella loro Gratuità ormai fissata per
sempre…"), i singoli testi poetici di uno
"sfiatato vate qual son io / che s'arrocchisce
a legger gli aforismi / del Proprietario, se li firma:
Dio".
E i tempi si aggiungono ai tempi, "fra
spegnimenti e rinnovi di fuoco / in cima al campanile
fin che morte / sulle marcite l'ali stenderà",
per "ricordare vittorie non scritte", quelle
eterne dello spirito, forse legate anche alla "vuota
bisaccia / d'un uomo in cerca di perle preziose".
(dalla recensione
di Angelo Rescagli su la Vita Cattolica del 28 luglio
1995)
Un Monastero alle porte della
Città Atti del convegno per il
650° anniversario del completamento dell'Abbazia
di Viboldone
Vita e Pensiero 1999
Sommario
"UN INSEDIAMENTO MONASTICO ALLE PORTE DI MILANO"
Giovanni Giudici
Maria Ignazia Angelini
Bruno Marin
Ghislain Lafont osb
Carlo Maria Martini
A Gasparini-C. Bo-GA Dell'Acqua
Pierangelo Squeri Omelia alla Celebrazione eucaristica
in apertura del Convegno
Un monastero alle porte della città
La bibbia e la sua centralità nella spiritualità
benedettina
Comunità monastica nel contesto di una Chiesa
minoritaria
Il valore più importante è l'umiltà
Presentazione dell'acquaforte di Federica Galli
"Beata solitudo" Monachesimo cristiano e
città postmoderna
"GLI UMILIATI A VIBOLDONE"
Giovanni Miccoli
Annamaria Ambrosioni
Grado G. Merlo
Marco Lunari
Mario Tagliabue-Giorgio Picasso
Giuseppina De Sandre Gasparini
Sulle origini degli Umiliati
Gli Umiliati. Punti fermi e spazi aperti
Gli Umiliati nel risveglio evangelico del XII secolo
Alla ricerca di un'identità. La cronaca di
Giovanni da Brera
Una famiglia di rustici dedicata a Viboldone: i Polvale
Gli Umiliati nel Veneto nei primi decenni del Duecento
L'ARTE A VIBOLDONE DAL XII AL XIV SECOLO
Angiola Maria Romanini
L'arte a Viboldone dal Xii al XIV secolo
Antonio Cadei La chiesa di S.Pietro a Viboldone nel
contesto dell'architettura lombarda di tre secoli
Sandrina Bandiera
Luciano Broglia
Mina Gregori
Liana Castelfranchi Vegas
Chiara Mauri La scultura
Presentazione del rilievo dell'Abbazia
Giusto de' Menabuoi a Viboldone
I Pittori Lombardi di Viboldone
Federica Galli Acquaforte realizzata per
il 650° anniversario del completamento dell'Abbazia
C'é un tipo di eredità,
diverso per la forza della memoria e che sembra potere
sfuggire all'impietosa legge dei tempo.
I suoi legati ci riportano molto indietro nel tempo
eterno, quello dello spirito. Esempi di questo straordinario
regime testimoniale li troviamo nelle chiese, nelle
biblioteche e là dove si pratica la carità,
purtroppo però queste cose non le vediamo,
anche quando sono sotto i nostri occhi.
Per esempio, quanti milanesi conoscono l'Abbazia di
Viboldone che pure dista dalla città mezz'ora
di macchina? .... L'Abbazia sta lì da secoli
e a volte sembra essersi confusa nella compagna che
la circonda. Deve essere stata una lotta dura e continua
tra la forza della natura e il convento, tra la terra
che è fatta per occupare tutti gli spazi della
chiesa minacciato.
La persona che
è stata in grado di comprendere a pieno
questa condizione di vita doppia - il terreno
e il divino - mi sembra la pittrice Federica
Galli che da anni si interroga sulla campagna
lombarda, sugli alberi, sui terreni coltivati
e su quelli selvaggi, sulle fattorie e sulle
siepi che servono a segnare con i confini di
proprietà la fatica dell'uomo. Ora la
Galli avendo dedicato la sua vita a conoscere
palmo a palmo la campagna, il giorno che si
è trovata di fronte all'apparizione di
Viboldone ha sentito nel profondo del cuore
un violento sentimento di bellezza e ora il
risultato è manifesto e splendente in
maniera mirabile nel disegno dell'Abbazia vista
dal dietro.
C'è dentro qualcosa di
più della poetica che nutre e dispone
il lavoro della Galli, c'è il campanile
e alla stessa altezza una macchia di piante
maestose e poi sotto il campo arato, circondato
da altre piante e da arbusti. Ma, sul visibile
così bene illustrato, sovrasta quel senso
di pace che dà la preghiera, proprio
quella preghiera che si recita secondo le ore
antiche dalle monache che ora presidiano il
tesoro dell'Abbazia, oasi di verità interiore
al margine della metropoli.
Una luce che i milanesi dovrebbero
ricordare e cercare di intravedere nel rumore e nella
distrazione quotidiana
Carlo Bo
(dalla cartella di
presentazione dell'Acquaforte, 1998)
L'Abbazia di Viboldone Liana Castelfranchi Vegas
Guida agli affreschi, riedizione del volume del 1961
L'abbazia di Viboldone Storia – Arte –
Significato religioso
Guida breve
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sono reperibili presso la foresteria del Monastero